L’impatto delle neuroscienze sulla clinica psicoanalitica di Rosa Spagnolo e Claudia Spadazzi

Gli incontri del Giovedì

Lo Spazio, 16 Gennaio 2020
Rosa Spagnolo e Claudia Spadazzi

 

L’IMPATTO DELLE NEUROSCIENZE SULLA CLINICA PSICOANALITICA

Ci sono periodi straordinariamente eccitanti, nella storia della scienza, che portano nuove aperture in alcuni campi del sapere. Probabilmente siamo nel mezzo di uno di questi periodi: un gran numero di nuove scoperte riguardanti il ​​funzionamento della mente vengono pubblicate ogni giorno e spingono la ricerca neuroscientifica verso regioni della mente inesplorate fino al secolo scorso. Memoria, coscienza, connettività, ruolo degli ormoni e dei neurotrasmettitori, sono temi specifici sia per la psicoanalisi che per le neuroscienze. E’ quindi difficile pensare allo sviluppo della psicoanalisi in questo nuovo millennio, senza costruire non uno, ma molti ponti, tra le due discipline.
È noto che la psicoanalisi ha difficoltà a parlare con le scienze correlate, in particolare con la psichiatria e altri settori medici, per una serie di ragioni che risalgono alle origini stesse di questa disciplina. La distanza dai dipartimenti universitari, l’impossibilità di usare un linguaggio comune con altre scienze, la scarsa sistematizzazione dei dati, la tendenza degli analisti a lavorare da soli, la lontananza dall’opinione della comunità scientifica, hanno spinto la psicoanalisi a diventare sempre più isolata, in un modo diverso in base alla sua posizione geografica e al suo ambiente sociale. Pertanto, il dialogo tra neuroscienze e risultati clinici è essenziale. Oltre al progresso nella comprensione dei processi psichici, e quindi alla revisione teorica dei modelli psicoanalitici, le neuroscienze offrono alla psicoanalisi l’opportunità di migliorare l’ambiente di cura. Un’ulteriore passo avanti in questo confronto fra discipline così diverse è rappresentato dalla riflessione sull’impatto delle neuroscienze sulla clinica psicoanalitica. In altre parole, due domande critiche vanno reciprocamente poste: Questa nuova conoscenza, proveniente dalle neuroscienze, è utile per la psicoanalisi? In che modo la psicoanalisi potrebbe contribuire alla comprensione e all’ulteriore indagine sui risultati neuroscientifici?

Stimoleranno la discussione
Paolo Cruciani e Vincenzo Panella

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