Il confine implica sempre un andare oltre, un movimento per essere superato. Possiamo pensare ad una polarità naturale in cui si muovono bisogni e sentimenti fra la necessità di definire dei limiti e quella di superarli. Indispensabile, ma nello stesso tempo potenzialmente dannosa, questa polarità è alla radice non solo dell’agire umano, come ci è evidente a livello immediato, ma del pensiero stesso e del linguaggio che si servono di de-finizioni e delle loro trasformazioni-trasferimenti nel procedere (meta-fore).

Nessuno di noi può essere certo, nonostante le sicurezze acquisite, di non rimanere intrappolato, nel corso della vita, entro mura insuperabili o di non poter rischiare di perdere i consueti punti di riferimento per orientarsi nello spazio.
La psicoanalisi si occupa di soglie, nel senso che fornisce la possibilità di ritrovare nella crisi gli strumenti interni per ristabilire di volta in volta i limiti e identificare le mete.

Il tema “Confini” sarà trattato attraverso le seguenti tre aree:

  1. Psicoanalisi racconta. Processi trasformativi di pensiero e di parola attraverso la clinica. L’arte, con la sua portata trasformativa, simbolica e onirica, ci riconduce a quell’area intermedia (di confine) tra realtà esterna e realtà interna, dove si originano i fenomeni transizionali e dove è possibile rintracciare il potenziale creativo del paziente e della coppia analitica, al fine di liberare energie imprigionate.
  2. Clinica del confine: stati psicopatologici, stati limite, stati psicotici
  3. Individuo- gruppo e psicoanalisi sociale.

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Convegno Confini